Comunità R/S Thiene 1 -Thiene 2

Triduo Pasquale 2002

Assisi 27-30 Aprile

Ogni vera vita è incontro.

Martin Buber

Canto: E' la mia strada

 

L'uomo giunge a scoprire la propria identità solo nell'incontro con un altro tu. È l'altro che mi rivela a me stesso. Siamo qua assieme perché abbiamo deciso di vivere l'esperienza di questo Triduo ad Assisi. E durante questi giorni avremo l'opportunità di fare alcuni incontri. L'incontro tra di noi che proveniamo da due comunità diverse, l'incontro con i Francescout e con altri testimoni della fede e del servizio al prossimo, l'incontro con altri ragazzi/e che condividono i nostri stessi valori, l'incontro con Dio.

Ma un incontro, un vero incontro, è cosa rara e meravigliosa: si realizza solo quando vi è una totale attenzione all'altro e la vita scorre e si trasmette da una persona all'altra.

In ogni vero incontro si sperimenta il mistero della vita, il mistero dell'altro e il mistero di Dio, perché ciò che avviene è un libero dono, è una grazia, non è frutto della mia bravura. Basta solo che io tenga aperta la porta del mio cuore, perché l'altro entri.

Ogni incontro che facciamo lascia una traccia su di noi e sull'altro, purché vogliamo stabilire il contatto e realizzare l'incontro. Ricorda: un incontro può cambiare la tua vita!

 

 

 

 

 

 

IL PERDONO NEGLI OCCHI

E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore e ami me suo servo e tuo, se ti diporterai in questa maniera, e cioè: che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto è possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne torni via senza il tuo perdono se egli lo chiede; e se non chiedesse perdono, chiedi tu a lui se vuole essere perdonato. E se, in seguito, mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo più di me per questo: che tu possa attrarlo al Signore; e abbi sempre misericordia per tali fratelli. E avvisa i guardiani, quando potrai, che tu sei deciso a fare così.


(dalla lettera di san Francesco a un ministro, un provinciale imprecisato o forse lo stesso ministro generale frate Elia, scritta fra il 1222 il 1223)

 

Insegnaci a parlare

Signore, talvolta abbiamo le idee,

ma ci mancano le parole per esprimerle.

Sentiamo la gioia nel cuore,

ma non riusciamo a trasmetterla.

Vediamo il dolore degli altri

e non sappiamo come fare, cosa dire.

Ci rivolgiamo a Te, che sei la perfetta espressione

dell'amore del Padre.

Tu sei la parola ultima e definitiva,

l'idea meravigliosa di una umanità nuova

che si è fatta concreta realtà,

il Verbo che si fa carne.

Aiutaci a trovare i segni dell'amore,

a inventare le espressioni della solidarietà,

a trasmettere la gioia che ci dà la Tua presenza in mezzo a noi.

Tu hai sciolto la lingua al sordomuto

e quello ha incominciato a parlare e a lodare.

Togli via tutto quello che ci impedisce di comunicare con gli altri:

aiutaci a gettare le maschere, a vedere il cuore del fratello,

a superare ogni paura e ogni blocco che ci condiziona.

Solo se impariamo a comunicare tra di noi

potremo entrare in comunione con Te,

che sei il Dio della vita e della gioia perfetta.

Amen.